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Pro Soluto E Pro Solvendo: Perché Ne Sentiamo Parlare?

Pro soluto e pro solvendo: perché ne sentiamo parlare?

Pro soluto e pro solvendo: cosa sono e perché ne sentiamo parlare

Pro soluto e pro solvendo

Si sente sempre più di frequente, utilizzare termini come pro soluto e pro solvendo, ma cosa significano concretamente e qual è la differenza tra queste due espressioni?

In buona sostanza entrambi sono termini finanziari che indicano la possibilità di recuperare in modo rapido e veloce i propri crediti. Quindi, soprattutto se sei un imprenditore e hai dei crediti verso la Pubblica Amministrazione (e non solo), potrebbero risultare strumenti molto interessarti ed efficaci.

Pro soluto e pro solvendo: come funziona
Quando si parla di cessione del credito, si parla, inevitabilmente, di cessione pro soluto e pro solvendo:

• Pro soluto: nel momento in cui la società (creditcash.it) acquista il credito e l’imprenditore non deve più preoccuparsi del fatto che la Pubblica Amministrazione paghi o meno, perché non ne è più responsabile. L’unica garanzia che dovrà fornire è l’effettiva sussistenza del credito al momento della cessione;

• Pro solvendo: l’imprenditore, in questo caso, resta responsabile del credito fino a quando la Pubblica Amministrazione non pagherà la società. Nel caso in cui ciò non dovesse avvenire, il contratto sarà nullo. In questo caso, quindi, l’imprenditore, oltre a garantire la sussistenza del credito, deve garantirne anche l’effettivo pagamento.

 

Cosa dice la legge? Cedibilità dei crediti.

Dal punto di vista legislativo la cessione dei crediti è regolata dagli articoli 1260 e successivi del codice civile, che stabiliscono le modalità in cui deve avvenire la conclusione di un contratto tra il creditore originario, detto cedente, e colui che vuole acquistare i crediti, detto cessionario.

Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge.

Le parti possono escludere la cedibilità del credito; ma il patto non è opponibile al cessionario, se non si prova che egli lo conosceva al tempo della cessione. Perché il contratto sia valido è sufficiente, quindi, lo scambio del consenso tra i due soggetti cedente e cessionario, mentre non è necessario il consenso del debitore.

Tuttavia è previsto che il debitore sia messo a conoscenza della cessione del credito, per sapere a chi dovrà effettuare il pagamento. 

Pro soluto vantaggi e calcolo cessione del credito

Pro soluto e pro solvendo: utilità dello strumento

Gli strumenti di cessione crediti sono sempre più utilizzati soprattutto dalle imprese che hanno fra i propri clienti le pubbliche amministrazioni. Le PA infatti, tendono ad avere tempi di pagamento piuttosto lunghi e spesso non compatibili con le esigenze di liquidità di una impresa medio-piccola.

Ciò avviene soprattutto in Italia, dove la media dei tempi di pagamento delle PA è di oltre i 100 giorni, contro i 40 giorni di quella europea, e una buona percentuale dei crediti risulta scaduto.

Ecco che utilizzare la cessione dei crediti con le formule del pro soluto o del pro solvendo può essere una strategia vincente per un’azienda, che può così ottenere capitale e risorse da investire direttamente nelle attività produttive.