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Fondo Svalutazione Crediti E Cessione Pro Soluto

Fondo svalutazione crediti: cos’è?

A fine dicembre, ogni anno, si procede al bilancio aziendale, alla valutazione dei crediti e alla determinazione del corrispettivo fondo svalutazione crediti. In questo articolo illustreremo un resoconto della disciplina fiscale nell’ambito della svalutazione dei crediti.

Di cosa parliamo precisamente? Il fondo svalutazione crediti viene istituito per rettificare un’attività prendendo in considerazione eventuali perdite di valore. La costituzione di un fondo svalutazione crediti si riconduce alla messa in pratica del principio di prudenza il quale impone la considerazione di perdite eventuali anche se solo temute.

Con queste prospettive è necessario procedere alla diminuzione del valore dell’attività dell’azienda costituendo il fondo svalutazione crediti che deve essere registrato nell’attivo di stato patrimoniale.

Il fondo svalutazione crediti trova la sua ragione di esistenza nel fatto che in contabilità i crediti vengono indicati come valore nominale. Queste quote sono deducibili fiscalmente in base ai limiti stabiliti dall’art. 71 del t.u. 22.12.1986 n. 917, il quale determina che le svalutazioni dei crediti devono obbligatoriamente risultare in bilancio per l’importo non coperto da garanzia assicurativa, e devono derivare dalle prestazioni di servizi e dalle cessioni di beni.

Analisi svalutazione dei crediti

Criterio del costo ammortizzato

Quindi tale credito deve essere esposto nello Stato Patrimoniale in base al criterio del costo ammortizzato. Questo nel caso di imprese che redigono un bilancio ordinario. Nel caso di imprese che redigono un bilancio in forma abbreviata, parliamo di criterio di valore di realizzo.

Risulta quindi di fondamentale importanza, in fase di chiusura del bilancio, determinare in modo corretto l’accantonamento al fondo. Il fondo svalutazione crediti si costituisce basandosi sulle quote annuali addebitate al conto economico, e consentirebbe all’azienda di autofinanziarsi, e di supportare eventualmente un danno causato dal mancato pagamento dei debitori.

Una delle fasi più importanti che porta alla chiusura del bilancio aziendale annuale, è sicuramente la corretta determinazione dell’accantonamento al fondo svalutazione crediti.

Tale determinazione è il frutto di un dettagliato e attento processo valutativo dedito a rispettare le norme previste dall’ articolo 2426 n. 8 c.c. che, secondo quanto previsto dal Tuir, determineranno a loro volta dei riflessi fiscali.

Adesso analizzeremo il processo valutativo che la società attua per determinare il corretto valore dell’accantonamento al fondo svalutazione crediti.

La valutazione dei crediti

Ai sensi dell’articolo 2426, n. 8 del codice civile, i crediti di natura commerciale devono essere esposti in bilancio al valore di presumibile realizzazione,. Il valore nominale dei crediti deve essere rettificato per:

  • perdite previste per inesigibilità;
  • sconti e abbuoni;
  • rettifiche di fatturazione;
  • altre cause di minor realizzo.

Valutazione crediti e trattamento fiscale

Fondo svalutazione crediti: il trattamento fiscale e la percentuale svalutazione crediti

Il fondo svalutazione crediti, è soggetto alla disciplina fiscale, prevista dall’art. 106 TUIR. In particolare, è consentita la deducibilità massima dello 0,5% del valore nominale per ogni esercizio di bilancio. Questa deducibilità può essere ripetuta fino a quando l’ammontare complessivo di svalutazioni e accantonamenti non ha raggiunto il 5% degli stessi. Se tali limiti non vengono rispettati, allora non possiamo dedurre il credito . Ovviamente, utilizzeremo questo fondo non dedotto, prioritariamente, nell’esercizio successivo al fine di non perdere definitivamente la quota.

I crediti, inoltre, come da art. 85, co. 1 del TUIR, possono derivare dalle cessioni di beni e prestazioni di servizi che non siano coperti da garanzia assicurativa. Devono però essere necessariamente esclusi crediti derivanti da cessioni di beni strumentali e quelli derivati da beni quelli ceduti in factoring.

Fondo svalutazione crediti: un esempio

Per chiarire al meglio come funziona il fondo di svalutazione, è bene fare un esempio pratico. L’azienda Z, nel bilancio iscrive dei crediti pari a 480.486,00€. A queste, sommiamo le ricevute bancarie per un totale di 101.200,00€ e fatture da emettere per 20.000,00€. Il totale della base di calcolo ammonta a 601.686,00€.

Il limite di deducibilità per accantonamento allo 0,5% sarà 3.008,43; il limite deducibilità del fondo, invece, sarà pari a 30.084,30€.

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